Biografia

OTTO WOLS
 
Alfred Wolfgang Schulze, che assumerà in seguito lo pseudonimo di Otto Wols, nasce a Berlino nel 1913. Nel 1919 si trasferisce con la famiglia a Dresda dove, a partire dal 1927, dimostra un grande interesse per la pittura. Si avvicina in particolar modo alle opere di Paul Klee, di Otto Dix e di George Grosz. A partire dal 1930 segue i corsi alla Reiman-Schule, la scuola di Arti Applicate di Berlino, ed inizia ad occuparsi di fotografia.
Nel 1933 Wols raggiunge Parigi, sotto raccomandazione di László Moholy-Nagy. Qui inizia a lavorare come insegnante di tedesco e si dedica alla pittura e ai ritratti fotografici. In questi anni si avvicina al gruppo surrealista legandosi a Joan Miró,  Max Ernst, Alexander Calder, Yves Tanguy, Victor Brauner e Tristan Tzara. Nel 1937 ha la sua prima importante commissione per l’Esposizione Universale di Parigi, in cui si occupa di documentare con un reportage fotografico il Pavillon de l’Elégance et de la parure. Le sue fotografie di interni e di moda vengono vendute come cartoline postali ed anche riprodotte in molte riviste internazionali, facendogli acquisire una certa fama.
Durante la guerra, a causa del suo statuto di immigrante tedesco, Wols viene rinchiuso in un campo d’internamento vicino ad Aix-en-Provence. Durante questo periodo produce un’enorme quantità di acquerelli e di disegni che testimoniano la vita nel campo. Dopo il 1945 ritorna a Parigi, dove gli vengono dedicate alcune esposizioni. In questi anni incontra Jean Paul Sartre e Simon de Beauvoir e si avvicina all’Esistenzialismo, posizione che si riflette anche nel suo lavoro. Negli ultimi anni Wols inserisce nel suo lavoro una combinazione di potenti pennellate assieme a strutture superficiali dipinte a rilievo. A causa di una serie di gravi problemi di salute, Otto Wols muore a Parigi nel 1951.    
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